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Riformare le pensioni senza preconcetti

Ticino Management - Speciale elezioni - settembre 2019 

 

Karin Valenzano Rossi, candidata PLRT al Consiglio nazionale


I tempi della politica elvetica non sono i tempi della politica internazionale, che più volte ha messo sotto pressione la Svizzera soprattutto in campo economico e fiscale. Il nostro sistema di democrazia diretta ci spinge a trovare soluzioni creative e condivise, come dimostra l’approvazione popolare della riforma fiscale abbinata al finanziamento dell’AVS. Un’imposizione fiscale competitiva è una condizione essenziale per il successo economico della Svizzera. La riduzione dell’imposizione fiscale delle aziende in Ticino è un passo nella giusta direzione per mantenere la competitività fiscale.

 

Dal 2020 i contributi AVS aumenteranno di 0,15 punti percentuali a carico dei datori di lavoro e dei dipendenti. Il finanziamento supplementare di 2 miliardi di franchi è solo una boccata d’ossigeno per il primo pilastro, la cui situazione finanziaria è allarmante. La nuova proposta di riforma del Consiglio federale, che prevede un aumento dell’IVA dell’0,7 percento e un aumento dell’età di pensionamento delle donne a 65 anni con misure di compensazione per addolcire la pillola, non convince, poiché assicura la stabilità finanziaria solo fino al 2030. 

 

Anche il compromesso sulla previdenza professionale, che l’Unione Svizzera degli imprenditori ha concluso con l’Unione sindacale svizzera, non è convincente. La riduzione del tasso di conversione delle rendite del 12% è compensata da un contributo di solidarietà dell’0,5% sui salari basato sulla ripartizione. 

 

Questi progetti di riforma del primo e secondo pilastro fanno affluire nelle casse della previdenza per la vecchia 7-8 miliardi di franchi supplementari tra imposte e trattenute salariali senza tuttavia risolvere il problema. Alle giovani generazioni è richiesto un sacrificio sproporzionato per mantenere il sistema in equilibrio. Dobbiamo trovare soluzioni creative per assicurare un finanziamento equilibrato fra le generazioni e non ipotecare il futuro dei giovani. 

 

Un adattamento dell’età di pensionamento alla speranza di vita e un’età di pensionamento flessibile fra i 62 e i 67 anni, che tiene conto del tipo di lavoro svolto e del reddito percepito è un’ipotesi di riflessione da valutare senza preconcetti anche in periodo elettorale. Il coraggio di non avere preclusioni per evolvere.

 

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Karin Valenzano Rossi - Candidata per il Consiglio nazionale

Karin Valenzano Rossi
Capogruppo PLR CC Lugano

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