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AEROPORTO

I danni della politica last minute con volo a (retro)vista

Opinione Liberale, 8 novembre 2019

 

Karin Valenzano Rossi, capogruppo PLR Consiglio comunale Lugano

 

 “Nessuno è nato sotto una cattiva stella: ci sono semmai uomini che guardano male il cielo”, è uno delle citazioni più celebri del Dalai Lama che calza a pennello anche per l’aeroporto di Lugano. Un aeroporto, che non è nato sotto una cattiva stella, ma che si trova sull’orlo del fallimento a causa di uomini che non hanno saputo (o peggio voluto) guardare bene al cielo dell’aviazione. Non hanno preso in modo tempestivo le decisioni necessarie per adattare la gestione dell’aeroporto al mutato quadro operativo. Lo ripeto a scanso di equivoci e facili strumentalizzazioni: noi diciamo sì all’aeroporto di Lugano, ma diciamo no alle cambiali in bianco. Il nostro cantone ha un bisogno vitale di collegamenti stradali, ferroviari e aerei che funzionano per l’economia, il turismo e il tempo libero.

 

Il Municipio ci ha messo con le spalle al muro, anzi con la pistola alla tempia. O mangi questa minestra, ho salti dalla finestra. Ci ha portato a prendere decisioni last minute in una situazione di forte pressione e di grandi aspettative da parte dei dipendenti nei confronti della politica. Un volo a vista in pieno temporale.

Già nel settembre 2018 la LASA è in situazione di deposito di bilancio, poiché le perdite superavano il capitale azionario. Invece di presentare subito in modo urgente un piano di ricapitalizzazione e definire una strategia, il Municipio ha preferito aumentare il credito della città a favore di LASA da 2,5 a 4 milioni di franchi, alla chetichella senza passare dal Consiglio comunale. L’esecutivo ha atteso poi l’ultimo minuto, arrivando invero molto dopo la mezzanotte, per costringere il Consiglio comunale a mettere mano ai soldi dei cittadini, facendo leva sull’emotività del momento. Insomma Il Municipio ha continuato a guardare male il cielo soprattutto quello dei voli su Zurigo

 

La decisione del Gran Consiglio a favore del risanamento e della ricapitalizzazione di LASA rischia tuttavia di essere vanificata dal referendum lanciato dal Movimento del socialismo sostenuto da Verdi e PS. Certo il popolo è sovrano e ha l’ultima parola, ma una politica lungimirante basata sulla ricerca di convergenze fra le diverse forze politiche avrebbe contribuito a evitare la prova di forza, il cui esito finale non è per niente scontato. Anzi c’è il forte rischio di un grounding popolare. 

 

C’è però forse ancora spazio per una soluzione più realista. Il Municipio ha finalmente corretto di gran lunga il tiro con il complemento al messaggio. Ora lo scopo principale è che città e cantone s’impegnino a concludere in tempi brevi le trattative per una ripresa delle attività di aviazione generale da parti di investitori privati, sottoponendo al più tardi entro fine 2020 appositi messaggi ai rispettivi legislativi per il trapasso, lasciando aperta la porta delle possibilità a un ipotetico collegamento di linea su Ginevra. Non è più una strategia di rilancio, ma un’operazione di salvataggio dell’aeroporto che getta le basi per operare la transizione ai privati con più solidità finanziaria e fieno in cascina per il piano d’accompagnamento dei dipendenti. Noi non vogliamo pagare, ma aspiriamo ad una politica responsabile e onesta nei confronti dei dipendenti e dei contribuenti. 

 

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Karin Valenzano Rossi - Candidata per il Consiglio nazionale

Karin Valenzano Rossi
Capogruppo PLR CC Lugano

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